Il Paperino di Natale all’Expo 2015 – sesta ed ultima parte

Il Paperino di Natale non può godersi questo momento di gloria. Sente il rumore della serratura, perchè la responsabile del padiglione, accorsa per le lamentele, ha appena aperto la porta e guarda verso di lui con uno sguardo severo.

Il Paperino di Natale capisce che è ora di “levare le tende” e scappa uscendo dal finestrino situato sul lato opposto della cabina. Prima di spiccare il volo si gira verso la ragazza e le dice che potrebbero almeno ringraziarlo per aver salvato il Pianeta, poi sparisce.

Ore 14.35 il Paperino di Natale si ferma a leggere su una parete del padiglione del Madagascar un chiaro riferimento al continente perduto di Atlantide tratto dalla Storia Naturale di Plinio il Vecchio.

Ore 15.02 il Paperino di Natale inizia a sentire la stanchezza, oramai soddisfatto per aver giocato abbondantemente. Visita lo stand del Venezuela dove trova la conferma che anche sulla Terra esistono delle “massime” simili a quelle delle anatre spaziali. Certi detti sono universali.

Un pannello con disegnata una grande mano, intenta a versare tramite una brocca dell’acqua in un bicchiere. In basso una targhetta con le scritte “Senza acqua la vita è impossibile” e più in alto, “Senza cordicella la trottola non gira”.

Il Paperino di Natale aggiunge la risaputa frase “con poca acqua la papera non galleggia”. Sottolineando l’importanza e il rispetto per l’acqua, elemento indispensabile alla vita delle anatre, spaziali o terrestri poco importa. Ore 15.21 stampato all’esterno del padiglione delle Barbados, si incanta a leggere una frase tratta dal libro “Le Mille e una Notte” scritto tanto tempo prima dove vengono descritti i viaggi di Sinbad il marinaio. “Sappiate, fratelli miei, che a Baghdad trascorrevo giorni felici, tra l’agiatezza e i sollazzi. Ma un bel giorno nel mio cuore germogliò il desiderio di mettermi in mare per esplorare nuovi paesi, isole e città e per conoscere nuove creature”. Certi desideri sono diffusi ovunque, appartengono a tutte le creature senzienti.

Il Paperino di Natale si immerge sempre di più nei suoi pensieri: “Quello che ho appena letto è la stessa cosa che è capitata a noi anatre spaziali. Stavamo bene sul nostro pianeta, eravamo felici, ma ci mancava qualcosa. Ogni giorno cresceva dentro di noi il desiderio di lasciarlo per esplorare lo spazio, vistare altri mondi e conoscere altre creature diverse da noi anatre. Lo stesso messaggio, lo stesso desiderio scritto in un libro terrestre”.

Ore 15.47 dopo aver gironzolato senza una meta precisa, accade un fatto molto strano, viene attratto come da una forza invisibile nel padiglione delle Isole del Pacifico, non può farne a meno, entra e si incanta davanti a quella che ritiene essere un’autentica reliquia: una serie di francobolli.  In ognuno di questi è stampata l’immagine di alcune anatre terrestri. Come “pilotato” da un controllo proveniente dall’esterno, senza guardarsi intorno afferra i francobolli appoggiati sul tavolo e inizia la procedura di rullaggio.

Uno dei responsabili dello stand lo stava tenendo d’occhio da quando era entrato. Si avvicina velocemente, afferra il foglio con i francobolli, tenuto saldamente tra le sue zampine e lo agita “per aria”, ottenendo lo sganciamento del Paperino di Natale che attraversa la stanza in volo scomposto, atterrando in una scatola di cartone che viene prontamente chiusa. Una volta sigillata, con nastro adesivo da pacco di colore marrone, viene depositata all’esterno vicino al cartone da riciclare. Il piccolo pennuto si perde così tantissime altre meraviglie della manifestazione, come vassoi pieni di sementi, il volto di una persona creato con chicchi di caffè, oppure decine di rocchetti di filo colorato appesi al soffitto. Forse è meglio così, conoscendolo bene, sarebbe andato a curiosare, ingarbugliandosi in mezzo a loro.

Il Paperino di Natale sbigottito per l’accaduto viene preso dal panico e inizia ad agitarsi nuovamente, anche se questa volta con giusta ragione, correndo dentro alla scatola e rimbalzando contro le pareti. Resosi conto trovarsi in un ambiente chiuso, cerca di risparmiare le forze e inizia a pianificare la sua fuga.

Analizza la scatola che essendo di cartone può subire la stessa sorte del contenitore del succo di frutta bucato alcune ore prima. Inizia a tritare con il suo becco la spessa parete e senza rendersene conto, quando riesce a produrre un foro adeguato per uscire sono trascorse alcune ore.

Sono le 18.23 e non ha molto tempo per mettere in atto il suo piano. Non può uscire dall’EXPO senza aver dato il suo prezioso contributo per la riuscita dell’evento. Per evitare di incorrere in altri guai, questa volta con la direzione generale degli organizzatori, cerca una via tranquilla per poter lavorare in pace senza scocciatori. Ore 18.51 si posiziona sopra a un bidone dell’immondizia e si siede beatamente. In una sua zampina compare lo “sfasatore” preso dal laboratorio di Fulcanelli.

Con l’altra seleziona un determinata frequenza e con un lampo si materializza il tavolino costruito nell’officina. Sul pannello frontale, quello lercio, tra le macchie di sporco è apparsa una scritta eseguita col pennarello in modo maldestro: “L’unico cibo veramente alternativo”.

Frase certamente a tema con l’argomento di questa edizione. Ma conoscendo bene il Paperino di Natale potrebbe essere una catastrofe. Cosa avrà mai partorito la sua fervida fantasia? Il Paperino di Natale si siede dietro al banco e inizia subito ad intrattenere il pubblico con una serie di piatti improbabili, che incuriosiscono le persone che si fermano davanti al suo stand abusivo.

Un pranzo Natalizio, un cenone a Capodanno, un’occasione speciale, oppure per soddisfare la voglia di qualcosa di buono. Eccovi l’unico Menù veramente alternativo disponibile come assaggini da portare via o nella versione multiportata.

La vera Cucina Alternativa: Ovvero ricette sofisticate per un pranzo veramente alternativo.

Primi

Maccheroni alla Nibiru

Tortellini in brodo primordiale (antica ricetta di un antico astronauta cuoco)

Triangolo di formaggi fusi con gnocchi alle Bermuda

Spaghetti al profumo di Basilisco (non ho sbagliato, è proprio basilisco)

Penne al cospirazionista arrabbiato

Capelli d’angelo in brodo, serviti dentro a un piatto con la forma di disco volante

Tagliatelle ectoplasmatiche cotte nella memoria dell’acqua

Secondi

Spiedini di Zombie mesmerizzati in agrodolce

Cotoletta di Bigfoot alla Negumak

Profezia d’involtini di prosciutto e insalata russa psicocinetica

Fegatini superstiziosi con vino bianco

Leprecauno in salmì

Combustione spontanea di pollo arrosto

Sperimentazione di lingua lunga salmistrata (ricetta dei Men in Black – questa è una battuta sottile, solo per veri intenditori)

Filetti di Chupacabra lessato in gelatina

Polpettone di carne di vitello alieno con teletrasporto di verdure miste

Secondi di Pesce

Rapimento di aragosta in besciamella Aliena

Filetti di Salmone affumicato con Scie Chimiche

Mostro di Lockness alla marinara

Catalessi di frittura di pesce palla

Baccalà di mostro alla Lochness

Seppie in umido con malocchio di bue e contorno di piselli

Contorni

Zucchine aliene con impianto di mentuccia

Leggenda di melanzane in sugo Metropolitano

Carciofi ripieni con magia nera di seppia

Insalata fresca di campo spiritico con pomodori e mozzarella

Insalata di farro, orzo e cereali misti influenzata dalla Luna

Bombardamento sensoriale di caponata di melanzane con cipolle

Patate fritte con l’olio spillato da una Fiat 128 trovata abbandonata in campagna

Caprese con mozzarella di Bufale

Dolci

Ciambella in moto perpetuo con mirtilli e ribes

(attenzione: prima di mangiarla bisogna riuscire a fermarla)

Bombolone con possessione di crema pasticcera

Tortino dei morti viventi

Calco di budino ottenuto medianicamente

Creazionismo semifreddo con ricotta e stracchino

Fette di pandoro levitato medianicamente ripiene di crema al cioccolato

Complotto di pasta frolla e sfoglia con fragole e crema allo zabaione

Frittelle dell’autopista (stregata)

Frutta

Mele cotte infilzate su letto di chiodi di garofano con scorza di limone

Ore 19.14 dopo aver riscosso un notevole successo di pubblico e di ordinazioni il Paperino di Natale decide di occultare il banchetto sfasandolo di nuovo. Pienamente soddisfatto della giornata si avvia verso il viale principale, non prima di aver fatto una foto con lo sfondo dell’Albero della Vita durante lo spettacolo luminoso serale.

Dopo aver causato un sacco di problemi si è sparsa la voce che un piccolo paperino ha creato un gran casino dentro all’EXPO, la storia del banchetto abusivo non è andata giù alla direzione e oramai è caccia grossa al Paperino di Natale. Squadre di vigilanti e volontari guidate dal signore che non ha potuto salire nella cabina della mietitrebbiatrice, lo stanno cercando ovunque.

Anche se la sua intenzione era quella di rimanere fino a tarda notte è costretto a uscire velocemente dall’EXPO. Scappa dall’ingresso di Roserio utilizzato alla mattina per entrare e viene individuato dall’attenta sorveglianza. Oramai è una corsa ad ostacoli, il Paperino di Natale incrementa la sua velocità decollando, dopo aver constatato di avere all’inseguimento un centinaio di persone molto alterate. Riconosce il signore del pomeriggio con la bava alla bocca che agita in aria un sacco di iuta, recuperato allo stand di uno Stato produttore di caffè. Volando alla massima velocità riesce a salire sul tram al capolinea di Roserio un attimo prima che si chiudano le porte.

Mentre il mezzo di trasporto pubblico inizia a muoversi, al Paperino di Natale non rimane altro da fare che attaccarsi al tram.

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Ringrazio Marcello per le serate piene di risate mentre ci scambiavamo le mail con i piatti presentati all’EXPO dal Paperino di Natale e Lara e Alessandro sempre presenti con il loro prezioso aiuto.

Un particolare ringraziamento alla signora con lo zaino all’ingresso del padiglione giapponese.

Fulcanelli cerca ancora lo “sfasatore” preso dal Paperino di Natale, sono sicuro che l’anno prossimo troveremo il Paperino di Natale con qualche piuma in meno. Ma rimangono senza risposta alcune domande. Cosa si nasconde dietro alla misteriosa forza che lo ha obbligato a prendere i francobolli? E i due loschi figuri che lo hanno chiuso dentro alla scatola? Fine???

Fine sesta ed ultima parte

Tutte le foto sono state scattate personalmente all’interno dell’EXPO 2015

L’EXPO 2015 è stata una manifestazione bellissima che valeva la pena vedere. Purtroppo disgustato dalla valanga di polemiche precedenti alla sua apertura, avevo deciso di non visitarlo. Un errore veramente grossolano da parte mia. Come tanti italiani ho dedicato all’EXPO un solo giorno in ottobre e a fine giornata non avrei voluto più uscire.

http://www.expo2015.org/

il sito Ufficiale della manifestazione

https://it.wikipedia.org/wiki/Expo_2015

una panoramica da wikipedia sull’Expo 2015

Link web testati il 4 novembre 2017

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