Il Paperino di Natale all’Expo 2015 – terza parte

Ore 10.46 Il Paperino di Natale si ritrova solo in uno dei corridoi pieno di vetrine e ne approfitta per continuare l’esplorazione di cose mai viste prima. Dei musicisti realizzati con il bambù.

Ore 10.47, ogni vetrina del corridoio è piena di meraviglie, non può non fermarsi davanti alle bamboline Kokeshi che sono uno dei tanti simboli più caratteristici di questa nazione.

Ore 10.49 è sempre più incantato da quello che vede e prima di abbandonare il corridoio si incolla col becco alla vetrina dove sono esposti parecchi fiori diversi appiattiti tra due vetri. Dalla parte opposta una fonte di luce li rende ancora più belli. Per lui ogni cosa è nuova.

Ore 10.51, dopo essere uscito dal corridoio si ritrova in una grande stanza buia, illuminata da un grande cilindro. Su questo, alto quasi quanto il soffitto, vengono proiettate diverse immagini di cibi tradizionali giapponesi, campi, piante e tutto quello che questo paese ha da offrire nel settore alimentare.

Le foto scorrono dall’alto verso il basso accompagnate dal movimento dello schermo virtuale come se venissero trasportate dall’acqua. Al Paperino di Natale tutto questo ricorda l’interno del Tardis di Doctor Who. Maddalena lo ha conosciuto di recente e hanno fatto un viaggio insieme sventando un piano criminale degli angeli piangenti. Ma questa è un’altra storia e adesso dobbiamo seguire il Paperino di Natale per vedere cosa vuole combinare all’interno dei padiglioni dell’EXPO 2015.

Ore 10.53 lo troviamo nella stanza successiva dove, appesi a una grande parete, disposti in vari scomparti, si trovano esposti i cibi più rappresentativi del Giappone. Dopo una rapida occhiata vuole interagire con l’ambiente e inizia ad aprire tutti i cassetti.

Dopo aver visionato il contenuto di alcuni è pervaso da uno stato di beatitudine quando vede quello dove sono esposti i crostini per la zuppa. Si siede dentro al cassetto e rimane in contemplazione. Sono piccoli e di tantissime forme, tutti colorati. Nonostante il panino mangiato prima, inizia a sentire un certo languorino.

Ma dove mette tutta la roba che mangia in modo così disordinato? Ore 11.02 è ancora seduto in uno stato di catalessi a guardare i crostini. Se avesse qualcosa per bucare o rompere il vetro, possiamo immaginare come andrebbe a finire.

Ore 11.08 ripresosi dalla “visione celestiale” apre un altro cassetto. Il contenuto riguarda le leggende che legano i demoni della tradizione locale e la soia, altro importante alimento.

Ore 11.14 i cassetti da aprire sono finiti. Si ferma nella stanza delle proiezioni dove vari schermi illustrano il Pianeta Terra e il monito ad utilizzare le risorse in modo intelligente, un invito ad evitare gli sprechi e a proteggere il nostro mondo. Mondo che adesso è diventato anche di tutte le anatre provenienti dallo spazio.

Ore 11.19 salendo al piano superiore il Paperino di Natale vede un altro timbro e siccome non riesce a trattenersi si precipita a giocare nuovamente. Trova un foglio di carta e inizia a timbrare come un forsennato. Nemmeno riesce a fare sei timbri che una delle ragazze, avvertita già da tempo dalla sua collega all’ingresso, lo blocca subito.

Per il Paperino di Natale la gita nel padiglione del Giappone finisce qui.

Viene accompagnato fuori dalla sicurezza e invitato a non farsi più vedere. Il Paperino di Natale si allontana poco convinto rimanendo comunque nei paraggi.

Ore 11.35 una volta calmate le acque ritorna all’esterno del padiglione dove sono elencate tutte le Prefetture del Giappone insieme a una pianta caratteristica. La disposizione accurata offre un bell’effetto scenico che ispira una foto ricordo.

Ma non ha certo il tempo per fermarsi, o preoccuparsi per essere stato sgridato, infatti alle 11.43 si infila a combinare disastri nel padiglione della Turchia.

Sono esposti dei bellissimi contenitori di vetro, vere opere d’arte. Per fortuna di tutti sono protetti da teche e non potendo interagire con i contenuti, il Paperino di Natale osserva attentamente e passa oltre.

La disposizione del Padiglione turco è completamente differente dal precedente giapponese. Mentre questo privilegiava atmosfere con illuminazioni sapientemente ricercate, quello turco ha scelto la luce del Sole essendo quasi completamente all’aperto. Comunque due padiglioni molto belli da non perdere.

Il Paperino di Natale vuole vedere più cose possibili e ovviamente giocare con tutto quello che gli capita a portata di zampine. Vorrebbe scalare questa struttura ma le piastrelle non offrono appigli per assicurare una buona riuscita dell’impresa. Desiste anche questa volta e passa oltre.

Fine terza parte

Tutte le foto sono state scattate personalmente all’interno dell’EXPO 2015.

L’EXPO 2015 è stata una manifestazione bellissima che valeva la pena vedere. Purtroppo disgustato dalla valanga di polemiche precedenti alla sua apertura, avevo deciso di non visitarlo. Un errore veramente grossolano da parte mia. Ho dedicato all’EXPO 2015 un solo giorno in ottobre e a fine giornata non avrei voluto più uscire, tantissime le cose da vedere ed è stata un’esperienza molto istruttiva e interessante.

http://www.expo2015.org/

il sito Ufficiale della manifestazione

https://it.wikipedia.org/wiki/Expo_2015

una panoramica da Wikipedia sull’Expo 2015

Tardis e Doctor Who sono marchi registrati della BBC

http://www.bbc.co.uk/programmes/b006q2x0

Per avere le anticipazioni sulle nuove puntate di “Doctor Who” e approfondimenti sulla serie

http://www.thedoctorwhosite.co.uk/

Merchandise, spin-offs, guide e tanto altro da passarci parecchio tempo

http://www.doctorwhotv.co.uk/

Altro sito ufficiale

http://www.doctor-who.it/

Il primo sito dedicato a Doctor Who in Italia

https://it.wikipedia.org/wiki/Doctor_Who

La pagina di Wikipedia sulla serie di fantascienza della BBC

Link web testati il 19 settembre 2017

Il Paperino di Natale all’Expo 2015 – seconda parte

Milano 12 ottobre 2015 ore 07.20. Il Paperino di Natale è beatamente seduto sul davanzale di una finestra, occupata per la maggior parte da immondizia di vario genere, lasciata durante la notte appena trascorsa da “allegri festaioli”.

Aspetta il tram che lo porterà al capolinea di Roserio, dove si trova una delle entrate dell’EXPO 2015. Si, una grande disgrazia è in procinto di abbattersi sulla manifestazione internazionale. Il mitico giorno è finalmente arrivato, al Paperino di Natale non sembra vero. Un intero universo di cose da toccare, giocare e rompere, senza che ci sia in giro Fulcanelli a bloccarlo.

Intanto Fulcanelli non riesce a capire dove sia finito il suo strumento di laboratorio. Lo Sfasatore, strumento tecnologico alieno, utilizzato nella parte precedente del racconto, per sfasare il tavolino costruito dal Paperino di Natale.

Essendo uno dei primi visitatori ad arrivare, si ferma per immortalare il tragico evento, in modo da lasciare ai posteri una traccia di quel tragicomico giorno.

Ore 07.57 il Paperino di Natale è appollaiato su di un paletto utilizzato per delimitare le corsie d’ingresso ad uno dei varchi dell’EXPO 2015. Nell’attesa medita su cosa potrà combinare una volta entrato.

Per passare il tempo legge i cartelli vicini, è molto contrariato nell’apprendere che il settimo punto, degli oggetti vietati all’interno dell’EXPO 2015 riguarda gli “animali di qualsiasi genere”.

Si ferma un attimo a riflettere seriamente, cosa che capiterà al massimo tre o quattro volte nell’arco di una decina d’anni e viene assalito da un dubbio: “forse potrebbero fargli delle storie all’entrata”.

Accusa i terrestri di razzismo perchè per questo Pianeta le anatre sono animali, ma loro appartengono ad una categoria di anatre avanzate intellettualmente e tecnologicamente.

Ore 08.13 il Paperino di Natale si infila in uno zaino. Così camuffato riuscirà ad eludere i controlli all’ingresso e farla franca. Dentro allo zaino non potendo rimanere senza fare niente inizia a rovistare. Trova un panino, delle barrette energetiche e due succhi di frutta. Come al solito ne approfitta e inizia a beccare il panino, sfilando le fette di prosciutto, lasciando impronte irregolari del suo becco sul pane, che essendo gratis a lui risulta ancora più gustoso.

Finita la merenda si addormenta dentro allo zaino.

Ore 09.26 la proprietaria dello zaino ha superato i controlli e si è messa in coda per visitare il padiglione del Giappone.

Il Paperino di Natale si sveglia. Il panino mordicchiato un’ora prima gli ha messo una sete mostruosa. Con il becco inizia a lavorare da più angolazioni per creare un buco nel cartoncino del succo di frutta, bevendone una parte e rovesciando il rimanente nello zaino. Ore 09.29 il succo di frutta inizia a gocciolare fuori dallo zaino. La proprietaria si accorge che c’è qualcosa di strano e controlla all’interno. Appena apre la cerniera il Paperino di Natale schizza fuori come un missile e si dilegua tra la folla.

Ore 09.31 lo troviamo appollaiato dentro alla “O” della scritta Giappone mentre si riposa in attesa di entrare nel padiglione. Dopo essersi rimpinzato “a gratis” un momento di siesta è raccomandato! Il riposino non programmato lo ha lasciato un po’ confuso e cerca di riprendersi un attimo.

Siccome non può rimanere inattivo per troppo tempo, il Paperino di Natale cerca d’inventarsi qualcosa da fare durante l’attesa. Il padiglione del Giappone ha una struttura di legno ad incastri veramente bella e ovviamente non passa inosservata ai suoi occhi.

Ore 09.43 inizia a scalare la struttura di legno nonostante sia ben evidenziato il divieto di arrampicarsi. Intanto la fila si muove lentamente e a piccoli gruppi le persone iniziano ad entrare.

Ore 10.02 il Paperino si sistema sopra allo zaino di una signora per passare nuovamente inosservato i controlli. In questo modo, rimanendo immobile è sicuro di essere scambiato per un pupazzetto a decorazione dello zaino. I terrestri adorano queste cose. Sempre molto lentamente arriva anche il suo turno e finalmente è all’interno del padiglione.

Ore 10.14 il Paperino di Natale trova il timbro del Giappone e inizia a giocare timbrando tutto quello che ha intorno. Una signorina giapponese si avvicina e lo invita con cortese fermezza ad allontanarsi.

Ore 10.39 il Paperino di Natale è affascinato dalla cultura giapponese e ammira le opere scelte per rappresentare questo paese così lontano. Essendo anche lui, come Maddalena, la Lola, Fulcanelli, Nicholas Flamel e la Pizia un anatroccolo proveniente dallo spazio, le culture terrestri sono un mix tra qualcosa di estremamente interessante e qualcosa di estremamente sconosciuto.

Un piccolo gruppo di anatroccoli provenienti da un altro pianeta si è stabilito sulla Terra. Quello che effettivamente si presenta sempre come un grandissimo sciocchino, un tempo era uno dei più grandi meccanici conosciuti sul loro pianeta e lavorava sulla “Duck Star”, la nave Ammiraglia delle anatre spaziali.

Fine seconda parte

Tutte le foto sono state scattate personalmente all’interno dell’EXPO 2015.

L’EXPO 2015 è stata una manifestazione bellissima che valeva la pena vedere. Purtroppo disgustato dalla valanga di polemiche precedenti alla sua apertura, avevo deciso di non visitarlo. Un errore veramente grossolano da parte mia. Ho dedicato all’EXPO 2015 un solo giorno in ottobre e a fine giornata non avrei voluto più uscire, tantissime le cose da vedere ed è stata un’esperienza molto istruttiva e interessante.

http://www.expo2015.org/

il sito Ufficiale della manifestazione

https://it.wikipedia.org/wiki/Expo_2015

una panoramica da Wikipedia sull’Expo 2015

Un ringraziamento alla signora che mi ha permesso di infilare nel suo zaino il Paperino di Natale all’ingresso del Padiglione del Giappone.

Link web testati il 16 settembre 2017

Il Paperino di Natale all’Expo 2015 – prima parte

Troviamo il Paperino di Natale su un banco da lavoro vicino a dei chiodi, molti chiodi, che tradotto nella sua lingua significa molti guai. Il Paperino di Natale è un anatroccolo amico di Maddalena, si sono conosciuti quando sono stati assegnati alla stessa astronave da ricerca. Mentre Maddalena è più tranquilla e riflessiva, lui ha un carattere esattamente opposto.

Lo vediamo vicino ad alcune cassette della frutta fatte di legno e adesso ha a portata di zampine un seghetto alternativo. Al Paperino di Natale piace molto creare delle cose, alcune volte sono oggetti assolutamente inutili. Nonostante questo possiede una mente brillante, ai limiti della genialità. Meglio non farci sentire altrimenti si esalterebbe senza alcun limite.

Prende bene la misura e si assicura che sia posizionato nel punto giusto. Lo accende e inizia a segare le cassette per ricavarne alcuni pezzi particolari. Cosa avrà in mente? Tentare d’immaginare i pensieri di questo anatroccolo risulta un’impresa praticamente impossibile.

È ben determinato a portare avanti il suo piano, maneggia l’utensile che è visibilmente più grande di lui come se facesse il lavoro del falegname da una vita. Comunque sia il Paperino di Natale è un gran maneggione e chi lo conosce da tempo non può che essere d’accordo con questa affermazione.

Con il materiale di recupero delle cassette, ottiene alcuni pezzi di misure diverse e si assicura di avere tutto l’occorrente per portare a termine il suo piano diabolico. Compiaciuto osserva il risultato ottenuto con grande fatica.

Con l’aiuto di una squadretta di metallo, che sembra stata fatta apposta per lui, essendo delle sue dimensioni, inizia ad assemblare i pezzi utilizzando una quantità impressionante di chiodi. Tanto non li ha pagati lui e per questo abbonda nella costruzione. A prima vista sembrerebbe un tavolino.

Dopo aver assemblato un lato, gira il tutto e prosegue da quello opposto. Sul suo pianeta era abituato a ben altri strumenti, costruiti con una tecnologia che nemmeno possiamo immaginare. Qui sulla Terra utilizza quello che trova.

Effettivamente è un tavolino e un attimo dopo lo vediamo ribaltato mentre il Paperino di Natale lo sigilla utilizzando una pistola per la colla a caldo.

A lavoro terminato si comincia a vedere che questo tavolino rettangolare, realizzato con del materiale di recupero, si presenta con la parte anteriore lercia e macchiata.

Tralasciando questo particolare, che potrebbe passare in secondo piano conoscendo bene il personaggio, notiamo che tra le sue zampine è comparso uno strumento molto sofisticato.

Lo ha portato via dal laboratorio di Fulcanelli. Adesso si che il Paperino di Natale è nei guai, quasi sicuramente il Fulca, come lo chiama Nicholas Flamel, lo spennerà per bene.

Si tratta di uno Sfasatore, potenzialmente pericoloso nelle zampine di questo anatroccolo, come ogni altro oggetto esistente sul Pianeta.

Solitamente viene impiegato per nascondere vari oggetti modificando leggermente il loro stato atomico, rendendoli praticamente invisibili e immateriali. Dopo aver fatto sparire il tavolino, il Paperino di Natale si dilegua cancellando ogni traccia del suo passaggio. Ovvero scappa lasciando tutto in disordine. Quali pasticci avrà intenzione di combinare?

Quando lui è in giro, l’intera popolazione dell’Universo non può dormire sonni tranquilli.

Le vacanze di un’anatra – seconda parte

Finalmente siamo arrivati a Lione, una città molto bella e culturalmente elevata. Abbiamo avuto un po’ di problemi a trovare un parcheggio, visto che la periferia non prometteva grandi cose, dal punto di vista della sicurezza. Prendiamo la funicolare che ci porta sulla collina di Fourvière e iniziamo il nostro percorso dal Museo Archeologico. Sono affascinata dalle Civiltà terrestri, le stanze sono piene di oggetti bellissimi, questo mosaico romano è assai invitante. Tutte queste tesserine sembrano mentine di gelatina colorate, quasi quasi ne becco qualcuna.

A Lione ci sono moltissime pitture murali sui palazzi e sono state eseguite con una precisione e una maestria sorprendente, ne abbiamo visitate diverse.

Molto interessante e spettacolare è il “Mur des Canuts”, il perchè lo si vede molto bene, anche se sembra un insieme di palazzi, si tratta in realtà di un muro piatto. Dipinto da chi conosceva le regole della prospettiva.

Le persone sono rappresentate talmente bene che per un attimo pensi siano vive. Non sempre l’arte la si trova esposta nei Musei. Un esempio è quello di Lione, tante opere d’arte sparpagliate per la città. Tra tutti i Pianeti dove potevamo rimanere bloccati, questo è uno dei migliori che mi potevano capitare.

Immancabile foto davanti al teatrino delle marionette, lui si diverte così, io in questi momenti molto meno. Non sono un peluches!!! Ma un’anatra avanzata di provenienza extragalattica. In momenti come questi è immancabile che si sfoggi con orgoglio l’antico retaggio spaziale.

Dopo la mattinata passata insieme, decido di fare una passeggiata da sola e mi dirigo verso il centro di Lione. Guardando le vetrine dei negozi faccio una scoperta sconcertante. In esposizione si trova il teschio di un “Mangiatore di Anatre”! Noi Anatre Spaziali lo conosciamo bene. Una razza aliena antichissima e quasi estinta. Cosa ci fa un suo teschio in un negozio nel centro di Lione?

Questa scoperta non promette nulla di buono.

Proseguo il mio giro e ammiro la “La Bibliothèque de la Cité” un’altra spettacolare creazione dipinta con estrema precisione.

 

Una quantità impressionante di libri giganti dipinti sul muro di una casa. C’è anche l’ingresso del negozio di libri ma è solo un’illusione. Stessa cosa per il Biblio Cafè attiguo, con le persone sedute ai tavolini interni. Alzo lo sguardo verso il tetto e rimango bloccata a fissare un oggetto che purtroppo conosco bene.

Non è possibile, un disco volante degli Alieni Grigi Colorati. La loro missione è l’eliminazione delle anatre in ogni parte dell’Universo. Adesso mi è tutto più chiaro, sono arrivati anche sulla Terra. Devo informare Lola e il Paperino di Natale.

Ora devo riprendere la mia missione, obiettivo il Museo Urbano Tony Garnier.

Davanti a me appare la leggendaria Torre di Babele. È proprio il caso di riscrivere la storia, si trova a Lione e nessuno potrà negarlo. Ce ne sono addirittura due!

È proprio lei ed è grandissima, la si vedeva dal tram e da sotto è ancora più maestosa. Anche noi anatre utilizziamo i mezzi pubblici, facciamo prima, ci stanchiamo di meno e ci divertiamo di più.

Una volta arrivati sul posto decolliamo e ci godiamo lo spettacolo da vicino. In particolare oggi in cielo ha un colore bellissimo, mi ricorda quello che c’era sul mio pianeta. Mentre ammiro questo cielo blu-azzurro che fa da contorno al “Palazzo di Babele”, c’è qualcuno che in tutti i modi cerca di attirare la mia attenzione.

Si tratta di Jean-Claude, un simpatico cagnolone francese che sbuca da una siepe proprio sotto al “Palazzo di Babele”. In effetti abita proprio in uno degli appartamenti all’ultimo piano. Facciamo amicizia e m’informa che più avanti troverò le prove della presenza di alta tecnologia presso l’Egitto Faraonico. A Giorgio piacerebbe tanto trovarle. 


Jean-Claude lavora come guida turistica e nel corso degli anni ne ha viste tante. Gli parlo del disco volante dipinto in centro e mi conferma la presenza degli Alieni Grigi Colorati. A Lione si sono visti qualche volta. Il particolare del disco è stato inserito apposta come avvertimento, per chi fosse stato in grado di comprendere. Quello che mi dice in seguito mi lascia sconcertata. Era un messaggio rivolto a me, per avvertirmi del pericolo e per comunicarmi che non sono sola, ci sono altre anatre come me e quando sarà il momento giusto le conoscerò. Jean-Claude dice di non preoccuparmi, ogni cosa che succederà avrà la sua giusta collocazione. Niente succede casualmente! Tranquilla Maddalena. Poi mi saluta, guardandosi attorno, come se avesse paura di essere osservato e sparisce.

Lione è davvero stupenda, dopo molti sorvoli proseguo per il nucleo centrale del Museo Urbano Tony Garnier. Si tratta di 25 murales diversi realizzati su altrettanti condomini dello stesso quartiere. Tra queste vie ho trovato la conferma delle tesi dell’archeologia misteriosa: l’Elettroegitto.

Davanti a me trovo tre torri dipinte, con figure circondate da indecifrabili geroglifici. Mi avvicino per osservare meglio, ma non si tratta di una scrittura.

Da lontano mi sarei aspettata di trovare dei geroglifici, ma si tratta delle piste di circuiti stampati. Questa è una scoperta straordinaria! Ci sono parti mancanti dovute al trascorrere del tempo. Si vede chiaramente l’Ankh, inserito in questo contesto potrebbe avere una funzione di arma o strumento tecnologico avanzato.

Questi potrebbero essere dispositivi elettronici dalla funzione sconosciuta, una macchina altamente tecnologica di 4000 anni. Tecnologia aliena o terrestre di origine antichissima?

Più in alto quel cerchio nero potrebbe essere un diffusore acustico, in tanti parlano del potere del suono per movimentare i grandi blocchi megalitici preistorici. Quando siamo andati a visitare l’antico Egitto, non abbiamo trovato traccia di tecnologie avanzate.

Ma guarda chi c’è, una nostra vecchia conoscenza, quel “cagnaccio” di Anubi. L’ultima volta che ci siamo incontrati ci è corso dietro e voleva morderci. Poteva anche non prendersela tanto, quando siamo andati a visitare il cantiere della Grande Piramide.

Se poi il Paperino di Natale ha rovesciato il succo di frutta alla pesca e un sacchettino di ciccioli unti sui progetti originali, mica abbiamo fatto apposta.

Questo conferma i miei dubbi. Elettronica nell’Antico Egitto! Non si tratta di geroglifici, pure Anubi è circondato dalle piste di circuiti stampati, bisognerà indagare in modo più approfondito e poi ci sono anche questi due qua sotto.

Altri circuiti elettronici e questi due tizi chiaramente contemporanei dei Faraoni. Sembra che mi invitino a mantenere il segreto. Silenzio Maddalena. L’Umanità deve ancora percorrere tanta strada prima di conoscere la verità. Mi lascio prendere dai pensieri e proseguendo il mio giro, poco lontano trovo un  altro palazzo con delle scene e degli stili completamente differenti dal precedente.

Accipiume, ecco davanti a me degli antichi astronauti. Come li ho riconosciuti? Molto semplice, sono caratterizzati dall’avere in testa delle “strane cose” apparentemente non identificabili. In questo caso i famosi “raggi” che la circondano.

In passato ho già avuto a che fare con questa teoria, durante una delle mie prime indagini in Italia e precisamente in Valcamonica, che si trova in provincia di Brescia. Ho svolazzato dentro al bosco nella località di Foppe di Nadro. Dentro alla Riserva Naturale delle Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo, erano proprio loro, gli Antichi Astronauti. Mitici visitatori spaziali di un passato dimenticato, secondo la teoria del paleocontatto. Personaggi con un ipotetico “casco d’astronauta” raggiato e strani scudi in mano.

Finalmente erano proprio davanti a me.

Poi la scienza e la ragione riprendono il controllo e ho notato sulla stessa roccia, la 24, gli stessi “strani scudi”, nelle mani di “normali” personaggi senza il presunto casco. Tra l’altro nemmeno l’unica incisione di questo tipo nella zona. Notevole la coppia di duellanti a Zurla, poco lontano, con corpo quadrato e la stessa tipologia di scudi, ovviamente senza i presunti “caschi”.

Poi c’è questo tizio mantellato col flauto e lo “spaziale” che danza. A me non sembra proprio una scena con caratteristiche aliene. Sembrerebbe una danza o il frammento di una cerimonia, sicuramente importante per essere stata incisa sulla roccia. Alla fine un’altra leggenda dell’archeologia misteriosa, che analizzata in modo serio e approfondito svanisce in fretta, come un’anatra davanti alla pentola.

Ritornando al murales di Lione, il particolare che mi colpisce di più è rappresentato dall’animale. Questa è ingegneria genetica, si tratta di un incrocio tra un equino e un coccodrillo, l’evanescente equodrillo delle antiche cronache medievali.

Però analizzando bene la figura si vede quella specie di barba sotto al mento che potrebbe indicare una parentela con i serpenti Maya, ma per il fumo che gli esce dal naso potrebbe avere anche un legame con i Draghi. Comunque sia, l’aspetto dentario non è rassicurante.

Questa scena deve raffigurare un momento ricreativo, stanno facendo a gavettoni.

Questa raffigurazione invece non lascia dubbi, si tratta chiaramente di un’antica descrizione figurata di un rapimento alieno. Un essere con casco si è caricato sulle spalle un altro personaggio e procede con fare spedito probabilmente verso la sua astronave, che si trova fuori dal campo visivo.

Altro incrocio genetico: un cavallo con gambe corte, testa di cerbiatto e lunga coda di scoiattolo.

Il cavaliere ha 5 teste ed è sicuramente un alieno. In una mano tiene un arma che sembra un falcetto e nell’altra una piccola fonte d’energia, sono ben evidenti le scintille.

È stata una giornata faticosa ma ricca di rivelazioni, sono molto stanca, mi fermo e aspetto il tram.

Fine della seconda parte.

Tutte le foto sono state scattate personalmente in varie località.

Se in questa storia ci sono delle foto scattate in luoghi di vostra proprietà, significa che si tratta di posti che ritengo molto interessanti e che consiglio di visitare appena si presenterà l’occasione.

Come avete visto Maddalena si colloca al confine tra la scienza e le ipotesi non confermate o letteralmente smentite e prive di fondamento. Questo è il mondo che caratterizza queste anatre, contrassegnato da una forte appartenenza alle discipline scientifiche, ma ogni tanto (molto spesso), sconfina nel guazzabuglio delle pseudoscienze. Ma dopo alcune righe ritorna il sentimento e l’amore per la scienza e la razionalità, per poi ricominciare il gioco delle interpretazioni in modo fantastico di quello che le circonda.

Risulta spesso molto facile interpretare nella vita quotidiana quello che abbiamo davanti, in base alle nostre credenze, senza avere tutte le informazioni disponibili a riguardo.

In questa parte abbiamo introdotto degli elementi per gli sviluppi successivi. Gli Alieni Grigi Colorati, il Mangiatore di Anatre e poi Maddalena scopre che oltre a lei, a Lola e al Paperino di Natale, ci sono altre anatre come lei su questo Pianeta. Vedremo cosa succederà in futuro…

Queste sono le località visitate da Maddalena in ordine di apparizione:

Lione (Francia)

http://www.it.lyon-france.com/Scoprire-Lione/Cultura-e-storia/Museo-Gallo-Romano

Come descrive il sito, un Museo Sorprendente, ricchissimo di reperti molto interessanti e poi la possibilità di camminare su un grande mosaico romano, quello che Maddalena voleva mangiare. Hai la sensazione e il timore di danneggiarlo, ma l’esperienza è notevole, per chi crede nell’importanza dell’archeologia per ricostruire la storia. Le astronavi e gli alieni, per il momento, in attesa di vere prove inoppugnabili e straordinarie (se mai arriveranno), li lasciamo nell’ambito della fantascienza.

http://www.lyon.fr/lieu/patrimoine/mur-des-canuts.html

Il grande affresco murale che si vede nell’avventura di Maddalena. Non è il solo di Lione e il giro dei Muri Dipinti vale veramente la pena farlo. Ogni tanto viene ridipinto aggiornando le persone reali servite come modelli, visto che il tempo passa per tutti. Sotto all’androne in basso a sinistra (passaggio vero), si trovano esposte le foto dei vari stadi di realizzazione nel corso degli anni.

http://www.lyon.fr/lieu/patrimoine/fresque-la-bibliotheque-de-la-cite-.html

Questo riguarda “La Biblioteca della Città”, dove Maddalena trova il disco volante.

http://cite-creation.com/

http://cite-creation.com/realisation/musee-urbain-tony-garnier-lyon-france/

Guardate un po’ cosa sanno fare i ragazzi e le ragazze della Città della Creazione. Vedere le loro opere di persona è un’esperienza meravigliosa per la vista.

http://www.lyon.fr/page/decouvrir-lyon/balades-en-ville/les-murs-peints.html

Il circuito dei muri dipinti di Lione, sono tantissimi e tutti spettacolari.

Per saperne di più su Lione:

http://it.france.fr/it/da-scoprire/lione

http://www.it.lyon-france.com/

http://www.it.lyon-france.com/Lione-in-pratica/Guide-turistiche-da-scaricare

Valcamonica – Valle Camonica (BS) Italia

Per finire in bellezza, rientriamo in Italia e precisamente in Valcamonica in provincia di Brescia.

Le tre foto di Maddalena con le incisioni rupestri sono state fatte nella “Riserva Naturale delle Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo” con sede a Nadro, frazione di Ceto, Valcamonica (BS). Nei due link ufficiali si trovano tutte le informazioni per arrivare e tutto quello di cui potrete avere bisogno per visitarle. Il biglietto si compra nel Museo della Riserva Naturale a Nadro (vedi cartina nel sito) e con la sua visita si inizia a comprendere il mondo delle incisioni rupestri. Per poi vederle di persona durante la visita, con la piantina che vi verrà consegnata insieme al biglietto.

Vale la pena ricordare che le incisioni sulle rocce, sono delicate e la loro protezione e sopravvivenza dipendono anche da chi visita questi luoghi. Bisogna fare in modo che questi meravigliosi siti possano essere visitati anche dalle prossime generazioni.

http://www.arterupestre.it/

http://www.incisionirupestri.com/percorsi.htm

Siccome bisogna anche mangiare o dormire, se il vostro soggiorno prevede due o più giornate, consiglio perché provato, il Bar, Ristorante e Hotel Graffitipark a Capo di Ponte, distante dalla Riserva Naturale delle Incisioni Rupestri qualche minuto di strada. Potrete contare su persone gentili e disponibili.

Se come me fate delle ricerche sulle incisioni rupestri, potete programmare le visite alle altre zone con rocce istoriate, leggere un libro, oppure riordinare la vostra documentazione nella sala laterale al Bar, tranquilla, ricca di tavolini e sedie.

http://www.graffitipark.eu/

Le incisioni rupestri e le zone incise, non sono tutte uguali, ognuna presenta delle caratteristiche uniche. Il link che segue porta alla pagina di download di cosa potrete visitare in Valle Camonica, Musei, parchi etc. tutti dedicati alle incisioni rupestri e rappresenta un’ottima risorsa.

http://www.parcoincisioni.capodiponte.beniculturali.it/index.php?it/174/arte-rupestre-della-valle-camonica-cosa-visitare

Per ulteriori informazioni potete rivolgervi all’Ufficio Turistico di Capo di Ponte (BS) e per ultima, ma non certo ultima come importanza alla Pro Loco e al suo gentilissimo e disponibile personale.

Buone visite.

Siti testati il 16 luglio 2017

Le vacanze di un’anatra – prima parte

Ciao, mi chiamo Maddalena e sono una piccola anatroccola. Questo potrebbe essere un bel racconto, ma solo per chi è disposto a credere alla parola di un’anatra molto speciale. Quest’anno Giorgio, un umano che mi ha inconsapevolmente dato ospitalità in casa sua, mi ha portato in vacanza con lui. O almeno questo è quello che crede. Essendo un’anatra speciale ne ho approfittato per compiere una missione ai limiti dell’impossibile.

Ho dovuto accettare dei compromessi per non farmi scoprire dal mio compagno di viaggio. Mi crede una piccola indifesa anatra di peluches, ma osservo attentamente quello che mi circonda e tutto quello che succede. Non posso dire di viaggiare in prima classe, ma data l’importanza della mia missione mi adatto a questa sacca puzzolente, dividendo lo spazio interno con la fotocamera, le batterie e uno scatolino di memorie. Mamma anatra come sono caduta in basso. Non mi sarei mai immaginata di arrivare a questo punto.

Ecco l’oscuro individuo che mi porta in giro, è un appassionato di misteri e frequenta altre persone che si dilettano nelle stesse cose. Devo dire che si diverte molto a portarmi in giro e a farci fotografare insieme. Indipendentemente da questo, se non la finisce di tenermi così stretta lo becco, non sono mica una pupazzina! Sono sicura che alla fine di questo viaggio riuscirò ad entrare in contatto con moltissimi misteri, molti di più di quelli che normalmente riescono ad indagare Giorgio, i suoi amici e tutti gli altri appassionati.

La prima tappa del viaggio era Valence, una città a un centinaio di chilometri a sud di Lione. Un posto dove rilassarsi e prendere contatto con l’ambiente francese. Abbiamo iniziato con il parco cittadino, ricco prati verdi e fontane con vistosi zampilli d’acqua.

Quando vediamo l’acqua non riusciamo a trattenerci, si tratta sempre dell’elemento vitale preferito da ogni anatra in qualsiasi parte dell’Universo. Che spettacolo per le piume!

Dopo il meritato refrigerio nella fontana, abbiamo fatto il percorso dei canali che allontanano dal frastuono quotidiano per almeno due ore. Nei canali ci sono sempre delle anatre, era una buona occasione per prendere contatto con le sorelle terrestri.

Vi svelerò un segreto, ma la cosa deve restare tra di noi, sono un’anatra di provenienza aliena. Si, non sono nata sul vostro Pianeta. Appartengo alla tipologia delle anatre spaziali. Altrimenti come farei ad essere così intelligente?

Mi raccomando a voi tutti, non ditelo a nessuno, per il mondo intero devo continuare ad essere di peluches, certo ad essere pignoli, sono fatta di “Peluches Organico”, comunque si tratta sempre di peluches. Agisco sotto copertura, se salta sono guai grossi. Conoscendo bene voi terrestri iniziereste subito a farmi tante domande e voi non siete ancora pronti per sapere certe cose. Credetemi è meglio così!

Successivamente,  mi sono imbattuta nei pressi della località “La Sone” in alcune anatre veramente tonte, dopo il primo contatto abbiamo avuto seri problemi di comunicazione.

Ancora frastornata per questo incontro molto singolare, faccio un volo radente su questo parco altrettanto insolito. Al suo interno si trova una fonte ricca di calcare in grado di ricoprire gli oggetti di un sottile strato cristallino da sembrare fossilizzati naturalmente. Per questo procedimento sono necessari da due tre mesi.

Volando vedo più cose di quante ne veda il mio compagno di viaggio camminando, tanto lui essendo occupato a far foto come al solito, non si è accorto della mia mancanza. Il Giardino delle Fontane Pietrificanti è davvero straordinario, ad ogni angolo una scoperta incredibile.

Matite colorate piantate come pali in mezzo ai fiori, chissà come deve essere grande l’astuccio, per trasportare la gomma servirebbe un camioncino. Questo è sicuramente il primo indizio della presenza dei Giganti sulla Terra. Continuerò ad indagare.

Un letto senza cuscino, lenzuola e coperte, hanno sostituito il materasso con della terra per coltivare delle piante. Aiuto!!! Mi ricorda il film “L’Invasione degli Ultracorpi”.

Meglio allontanarmi, non vorrei che da un baccello uscisse un’altra Maddalena.

Certo che gli umani della zona sono davvero tanto strani, girando per il giardino ho trovato una credenza senza piatti, zucchero o farina: è piena di terra con i fiori!

Più giro per il Parco e più mi meraviglio, i miei occhietti vedono cose incredibili, piante carnivore, fontane dalla testa di Drago, sdraio con il tappeto erboso al posto della tela. Farfalle con le ali di ferro, bauli senza il tesoro, impiegati per il giardinaggio e un tavolino con 4 bicchieroni da bibita o gelato, con cannuccia e nastrini, ma contenenti solo del muschio verde. Tutto questo posto è assolutamente fantastico, dovreste vederlo di persona.

In questa zona deve esserci un’anomalia spazio/temporale, se nella credenza e nei bauli crescono i fiori, sugli alberi crescono le posate, dovrò indagare meglio in futuro con l’aiuto di Lola. Lei di cose spazio/temporali se ne intende, ha un Master in “Fisica Quantistica” e un altro in “Dimensioni Aliene”.

Sono sempre più disorientata, i nostri rapporti d’osservazione dicevano che gli umani erano strani, ma così tanto non me lo aspettavo. Una tavola apparecchiata nel mezzo di un laghetto, tutto questo è un po’ troppo per una piccola anatra come me. Ho volato per troppo tempo, adesso devo riposarmi. Devo ritornare dentro a quella sacca schifosa.

Ci dirigiamo verso nord, ci fermiamo a Vienne, trenta chilometri prima di Lione.

Una bella città con un importante passato romano e numerose testimonianze di tutto riguardo sparse per il territorio.

Oltre il fiume si trova la zona archeologica di Saint Romain en Gal. Visitandola mi sono venuti alla mente ricordi lontani sulla Civiltà Romana e l’incontro con il nostro popolo di anatre. Questa non è certo la prima volta che la nostra specie di anatre visita questo Pianeta. Ci sono numerose testimonianze a riguardo, anche se i terrestri non se ne rendono conto.

Una volta conosciuti i Romani, c’è stata qualche incomprensione, pensavano di aver trovato degli arrostini a buon mercato. Per risolvere la situazione abbiamo utilizzato la nostra arma segreta sonica, il temibile “Loud Squek”, dopo averli stesi e ricominciato con la zampina giusta si sono dimostrati dei grandi paciocconi.

Vi siete chiesti perchè i Romani nelle loro sontuose dimore avevano molte vasche e nei loro giardini non mancava mai una fontana? Molto semplice, erano gesti di ospitalità per quando andavamo a trovarli. Dovevamo percorrere moltissimi anni-luce ma ne valeva la pena.

Abbiamo attraversato il ponte e ci siamo fatti un giro in città. Mi sono fatta quattro passi sulla strada romana per rimembrare i bei tempi andati, quanti ricordi. Con Lola di recente abbiamo conosciuto Nerone. Il Paperino di Natale gli ha cucinato una delle sue ricette improbabili: Involtini di mortadella ripieni di ciccioli in agrodolce.

Le cronache riportano che una volta, dopo aver mangiato, Nerone ha rischiato grosso attraversando a nuoto il lago che c’era prima del Colosseo. Si è trattato di una congestione, noi sappiamo quali sono state le cause di tale malore.

A mezzogiorno mi era venuta un po’ di fame e ne ho approfittato per gustare un medaglione di cioccolato trovato abbandonato in una scatolina.

È incredibile quanta roba butta via la gente.

Fine della prima parte.

Tutte le foto sono state scattate personalmente in varie località.

Se in questa storia ci sono delle foto scattate in luoghi di vostra proprietà, significa che si tratta di posti che ritengo molto interessanti e che consiglio di visitare appena si presenterà l’occasione.

Queste sono le località visitate da Maddalena in ordine di apparizione:

Valence (Francia)

http://www.valence-romans-tourisme.com/en/

Ricca d’occasioni culturali e momenti di relax.

La Sone (Francia)

Le Jardin des Fontaines Petrifiantes

http://www.visites-nature-vercors.com/fr/jardin/decouvrez-notre-jardin/

Vale veramente la pena fare una deviazione e visitare questo giardino. La maestria e l’ingegno di chi ci lavora e di chi progetta i vari ambienti lascia un duraturo buon ricordo.

Vienne (Francia)

Centro cittadino con Teatro Romano, Tempio di Augusto e Livia e altre varie zone antiche

http://www.france-voyage.com/francia-guida-turismo/vienne-1507.htm

Area archeologica di Saint-Roman-en-Gal (Comune limitrofo, ci si può andare a piedi attraversando il ponte sul Rodano), molto bella con annesso il Museo Archeologico. Assolutamente da non perdere!

http://www.vienne-tourisme.com/1150-musee-gallo-romain-de-saint-romain-en-gal-vienne.html

http://musee-site.rhone.fr/

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